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Colonizzare Marte è possibile?

ScienTiamo
Pubblicato da in Astronomia · 31 Dicembre 2018
Tags: scienzedivulgazionemarteterracuriosità
Il rapporto Sr15 dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) ha recentemente dichiarato che la Terra sta andando incontro alla sua distruzione e, per poter salvare il nostro pianeta, ci resterebbero circa 12 anni. Diverse sono le problematiche ambientali, a partire dall’inquinamento globale, iniziato già da  tempo, che si riflette nella difficoltà che stanno riscontrando gli animali degli oceani, invasi da una marea di plastica e materiale di scarto che noi stessi abbiamo abbandonato sulle spiagge.



E se in questi dodici anni rimanenti non riuscissimo a salvare la Terra e fossimo, invece, costretti a trasferirci tutti su un nuovo pianeta e ricominciare da zero?
 
Certo, in tal caso, servirebbe che fossimo tutti coscienti di ciò che stiamo lasciando e ciò che invece stiamo per affrontare e, soprattutto, dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che, questa volta, non dobbiamo portarlo alla sua distruzione.
 
Una volta convinti di ciò, quale pianeta dovremmo scegliere?
 
Ovviamente, per noi terrestri, servirebbe colonizzare un pianeta che sia raggiungibile in breve tempo e che abbia le condizioni ottimali per questo tipo di missione.

E' noto che nel Sistema Solare vi sono altri sette pianeti, oltre alla Terra, orbitanti attorno ad una grande Stella nana gialla, il Sole, caratterizzata da una temperatura superficiale di circa 6000 K (ossia 5700 °C). Il primo pianeta del Sistema è Mercurio, distante dal Sole "appena" 57.910.000 km. Proprio a causa di questa breve distanza dal Sole, in associazione con altri fenomeni, su Mercurio è presente un'escursione termica superficiale rilevante: si passa dai 700 K (427 °C) diurni ai 100 K (-173 °C) di notte! Le condizioni di Mercurio sono, quindi, molto diverse da quelle della Terra, distante dal Sole circa 149.600.000 km e con temperatura sulla superficie media di 288 K (15°C).


 
E' facile comprendere come, per poter vivere su un pianeta, siano fondamentali determinati parametri, tra cui proprio la temperatura. Questo fattore, oltre che incidere direttamente sulla vivibilità di un pianeta, determina anche effetti secondari; ad esempio, Venere, il secondo pianeta più vicino al Sole, è caratterizzato da una temperatura fissa di 733 K (460 °C): l’elevata esposizione alla radiazione solare ha fatto sì che l’acqua, probabilmente presente sul pianeta milioni di anni fa, evaporasse, portando alla decomposizione delle rocce. Esse erano ricche di carbonati e, decomponendosi, hanno rilasciato nell'atmosfera una grande mole di anidride carbonica. Il risultato finale di tale concatenazione di fenomeni è che questo pianeta risulta invivibile per l’uomo, sia per le temperature insostenibili, che per la tossicità dell'aria.


 
Se invece ci spostassimo più lontani dal Sole rispetto alla Terra, raggiungeremmo un altro pianeta: Marte.
 
Marte è un pianeta di dimensioni più ridotte rispetto alla Terra. Esso registra sulla sua superficie una temperatura di circa -55°C, ma nella sua zona equatoriale, di giorno, e soprattutto d’estate, si registrano anche 25°C.  Questo pianeta, diversamente da Venere e Mercurio, si trova in un’orbita più esterna, quindi dista parecchio dal sole (circa 1.5 U.A. = unità astronomiche = 150milioni Km).
 
Un giorno marziano è chiamato sol ed ha la stessa durata di un giorno terrestre, mentre un anno marziano equivale a 2 anni terrestri. Avremo, dunque, una durata di circa 6 mesi per ogni stagione.


https://www.nasa.gov/mission_pages/msl/images/index.html Immagine scattata tramite il rover Curiosity. Un bel pianetino dove trascorrere la vecchiaia (e la gioventù di noi sociopatici) [N.d.R.]

Un problema che riguarda tutti i pianeti del sistema solare, eccetto la Terra, è l’assenza di acqua. Su Marte avremo la presenza di acqua, sotto forma di ghiaccio, che, tuttavia, non ha la possibilità di liquefarsi, poiché sul pianeta si registra una bassa pressione, motivo per cui l’acqua passa dallo stato solido direttamente allo stato di vapore.
 
In ogni caso, se volessimo colonizzare Marte dovremmo tener conto di una serie di fattori; il primo è il lungo viaggio: sarà innanzitutto necessario essere addestrati per sopravvivere ad un viaggio di sette mesi, senza contrarre infezioni o altri tipi di malattie. Dopodiché bisognerebbe affrontare il problema dell’acqua e dell’ossigeno, elementi limitanti sul pianeta.
 
A questo proposito, alcuni scienziati hanno proposto delle soluzioni: utilizzare batteri fotosintetici, fatti crescere in vasche esposte alla luce solare, in modo che possano effettuare fotosintesi e rilasciare molecole di ossigeno.
Anche in questo caso, tuttavia, bisognerà fronteggiare un nuovo problema: su Marte sono frequenti tempeste di sabbia, le quali oscurano il paesaggio e limitano, così, il passaggio delle radiazioni solari ogni sei mesi. Si sono, quindi, studiate delle tecniche di immagazzinamento dell’energia solare per lunghi periodi, quali l'immagazzinamento dell'energia elettrica o la produzione di energia nucleare, in modo da garantire una fotosintesi continua su Marte.
 
Tutte queste teorie, però, sono tanto affascinanti quanto ancora, appunto, solo teorie, anche se non troppo lontane dal realizzabile… L’unica domanda è: sarebbe possibile colonizzare Marte in soli dodici anni?






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