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Dumbo e curiosità elefantesche!

ScienTiamo
Pubblicato da in Zoologia · 1 Aprile 2019
Tags: zoologiaelefantedumboelephantscienzadivulgazione
Dumbo e curiosità elefantesche!

Avviene in questi giorni, nelle sale cinematografiche italiane, la proiezione del remake Disney in live action del film d'animazione "Dumbo", l'elefantino volante che ha popolato il nostro cuore da bambini. Abbiamo quindi pensato, in onore proprio del piccolo pachiderma, di raccontarvi qualcosa su questo bellissimo animale.


Anzitutto, la gran parte degli esperti riconoscono due specie fondamentali: l'elefanti Africano (Loxodonta africana) e quello Asiatico (Elephas maximus). Il nostro Dumbo, molto probabilmente, appartiene proprio a questa seconda specie, poichè nel film si fa spesso riferimento alle sue origini orientali.
L'elefante asiatico, di minori dimensioni rispetto all'Africano, può raggiungere "appena" i 4990 kg e i 60 anni di vita. Dopo aver raggiunto la maturità, circa a 13 anni, alle femmine spetterà una gravidanza di ben 22 mesi, al termine della quale daranno alla luce un pargolo di minimo 60 kg.
Gli elefanti si spostano in piccoli gruppi, capitanati dalle femmine più anziane che, basandosi sulla propria esperienza e ricordando il territorio, guidano il branco. Da loro dipende anche l'"educazione" dei piccoli, aiutandoli nella socializzazione, di fondamentale importanza per questi animali.

La loro pelle è decisamente rugosa, al fine di garantire il mantenimento dell'umidità e il colore e le macchie su di essa possono variare in relazione alla genetica e alla dieta.



Ma veniamo all'aspetto più peculiare del nostro eroe: le orecchie.



A cosa servono delle orecchie così grandi? Negli habitat in cui i pachidermi vivono, le temperature possono essere davvero elevate; l'uomo ed altri animali contrastano questo eccesso di calore attraverso il sudore. Gli elefanti, tuttavia, hanno un numero davvero basso di ghiandole sudoripare. Come fare, allora, per disperdere il calore in eccesso? Semplice, aumentando la superficie di contatto con l'aria! Nelle orecchie degli elefanti c'è una fitta rete di vasi sanguigni, ottimamente esposta all'aria grazie allo spessore ridotto della pelle in quest'area. In questo modo sarà facile per l'elefante cedere il calore velocemente e diminuire la propria temperatura corporea.
Questa strategia è in realtà messa in atto anche da altri organismi, che sottostanno a delle condizioni ambientali simili; in questo caso parliamo di convergenza evolutiva.


la volpe del deserto

E se questo non dovesse bastare? Le orecchie degli elefanti funzionano anche come un ventilatore, per cui, sventolando, si facilita la regolazione.
Infine, una ricerva condotta nel 2010 dal team dell'ecologista Nicole Weissenböck ha evidenziato un aspetto particolare: attraverso delle termocamere, si è osservata la presenza di ben 15 hot spot, cioè dei punti sulla pelle dove viene pompato più sangue e questo permette una temroregolazione ancora più efficace.


Questo aspetto è decisamente da approfondire, ma risulta davvero incredibile pensare alle strategie messe in atto dagli organismi per sopravvivere all'ambiente!

FONTI





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