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Frutti fantastici e dove trovarli

ScienTiamo
Pubblicato da in Botanica · 14 Gennaio 2019
Tags: scienzadivulgazionebotanicafiorifrutti
A causa della globalizzazione, sulle nostre tavole compare, ormai, un’enorme varietà di frutta, dalla tradizionale alla più “esotica”; nella nostra dieta è da sempre una costante imprescindibile, ma quanto ne sappiamo a riguardo?


Ph. Angela Sozio

Generalmente il frutto si origina dalla trasformazione dell’ovario, presente nei fiori, a seguito dell’evento di fecondazione. Forse questo, però, già lo sapete. Potreste, tuttavia, non avere idea che la mela non sia un frutto. Sì, siete stati ingannati per tutta la vita: la mela è un “falso frutto”, cioè un frutto che si origina dalla trasformazione non soltanto dell'ovario, ma anche di altri organi del fiore, come il ricettacolo o parti del perianzio quali sepali o petali.



 
       
Nella mela (Malus sp.), come anche nella pera (Pyrus sp.), il vero frutto che deriva dalla fecondazione è il torsolo: in realtà, quello che noi mangiamo è il ricettacolo, la parte del fiore in cui sono inseriti i vari organi fiorali (carpelli, stami, petali e sepali). Anche la fragola (Fragaria sp.) è un falso frutto che deriva dell’ingrossamento del ricettacolo. I veri frutti sono tutti i “semini” neri, detti acheni, che ne ricoprono la superficie.

 



 
In giro per il mondo possiamo trovare frutti dalle morfologie curiose e particolari.
La Mano di Buddha (Citrus medica var. sarcodactylus) è una varietà di cedro sviluppatasi in seguito ad una malformazione genetica. In essa, ogni spicchio tende a svilupparsi come unità a sé stante, dando al frutto una forma che ricorda una mano: da qui il suo nome. La buccia spessa, rugosa e bitorzoluta, contiene solo un'eventuale piccola quantità di polpa acida, ed è spesso senza semi. Spesso la buccia viene utilizzata per produrre canditi. Ha un profumo delizioso ed è utilizzato per profumare armadi e camere.

La mano di Buddha:
 
Molto curioso è anche il Durian (Durio zibethinus), frutto dalle grandi dimensioni diffuso nel sud-est asiatico. Cosa lo rende così particolare? È il frutto più “puzzolente” del mondo. Il suo intenso odore ricorda aglio, cipolla, uova marce, formaggio molto forte. La causa di questo odore è da tracciarsi nella ricca varietà di composti volatili rilasciati dal frutto che includono tioli, esteri, acido solfidrico e dietilsulfito. La parte commestibile, l'arillo, corrisponde al 20-35% del peso del frutto ed ha una consistenza morbida e cremosa, con un colore che può variare dal bianco crema al giallo. Insomma, il Durian è un frutto completo, curioso e gustoso, che però solo in pochi hanno il coraggio di assaggiare (Guarda il video in fondo all'articolo per osservare le loro reazioni).

 
 
Se per i Pugliesi i “frutti di mare” sono delle leccornie alle quali è difficile rinunciare, in ambito botanico esistono piante marine che producono veri e propri frutti di mare. Stiamo parlando dei frutti di Posidonia oceanica, presente quasi esclusivamente del Mediterraneo. I frutti, comunemente detti “olive di mare”, si presentano con un pericarpo poroso e ricco di sostanze oleose che ne consentono il galleggiamento. Quando il pericarpo si rompe, il seme viene liberato e cade sul fondale, dove, nel caso di condizioni idonee, può germinare e dar vita ad una nuova prateria. In molti casi questi frutti vengono ritrovati spiaggiati lungo le coste.
 


 
 

 
Di curiosità sui frutti ce ne sarebbero moltissime. Speriamo avervi incuriosito e di aver saziato la vostra fame di conoscenza, ma l’appetito vien mangiando, per cui... rimanete collegati!


_______L'autore_________





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