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I perchè della pandemia... L'immunità di gregge

ScienTiamo
Pubblicato da in Ambiente · 4 Maggio 2020
Tags: pandemiaimmunitàborisjohnson
I PERCHE’ DELLA PANDEMIA… L’IMMUNITA’ DI GREGGE
“This is the worst public health crisis for a generation […] many more families are going to lose loved ones before theire time” sono parole che difficilmente verranno dimenticate, parole che il Prime Minister inglese Boris Johnson ha conferito all’indomani dell’approdo del Coronavirus nel Regno Unito, a cui è seguito un gran dibattito riguardante quanto detto (o non direttamente detto) dal Premier inglese circa l’“immunità di gregge” (clicca qui per vedere il video della relativa conferenza stampa; vi invito comunque a ricercare altre interviste per constatare voi stessi quanto effettivamente detto da Johnson).  A cosa ci si riferisce quando si parla di questa “immunità di gregge”?
 

L’“Immunità di gregge” è il principio grazie al quale un’ampia percentuale di vaccinati all’interno di una popolazione impedisce agli agenti infettivi di circolare nella stessa popolazione, impedendo così lo sviluppo di epidemie.

Immaginiamo di avere una popolazione (nel caso più diretto, la popolazione umana) suscettibile all’infezione di un determinato patogeno (il Coronavirus): entrati a contatto con il virus, tutti coloro che non hanno gli anticorpi specifici a combatterlo ne saranno infettati (come è successo nei primi giorni del contagio) e lo trasmetteranno a loro volta, mentre tutti coloro che hanno sviluppato gli anticorpi potranno essere infettati dal virus ma non potranno trasmetterlo ad altri, perché l’organismo sarà in grado di combatterlo e debellarlo.
Lo scopo dell’immunità di gregge è quello di fare in modo che la stragrande maggioranza della popolazione possa avere gli anticorpi specifici per evitare la diffusione di quello specifico antigene, per non farlo circolare nell’ambiente e, così, proteggere tutti coloro che non sono vaccinati o non possono vaccinarsi perché immunodepressi per condizioni geniche (in questi soggetti il solo vaccino potrebbe causarne la morte) o momentaneamente impossibilitati a vaccinarsi (ad esempio i pazienti oncologici, la cui condizione porta ad un abbassamento importante delle difese immunitarie).

 
Studi a riguardo hanno dimostrato che bassi livelli di vaccinati permettono ai patogeni di diffondersi molto velocemente, medi livelli di vaccinati riducono considerevolmente il contagio senza però proteggere efficacemente i soggetti più vulnerabili, mentre una copertura vaccinale che raggiunge il 90% di una popolazione fa in modo che il virus trovi tutte le “strade sbarrate”: gli individui sono protetti, il virus smette di diffondersi, proteggendo così anche gli individui più a rischio.

Questo è il principio che ha permesso all’umanità di sconfiggere le grandi epidemie del passato (vedi la Poliomielite o il Vaiolo), ma oltre ad essere efficace deve anche essere eticamente corretta: la strada giusta non è (come i media mondiali hanno inteso le parole di Johnson) fare in modo che il virus circoli per far sviluppare l’immunità agli individui, che la attivano quando e se guariti, bensì la produzione e distribuzione di un vaccino, che permetta di attivare una “memoria immunitaria” senza sviluppare i sintomi.
 
Questo percorso è lungo e complicato, pur accorciandosi in tempi di crisi; tuttavia, non si è certi che gli anticorpi al Coronavirus possano sviluppare una protezione per sufficiente tempo, come ad esempio succede per la Varicella. Le conoscenze odierne dimostrano che gli anticorpi sopravvivono e sono attivi per almeno due settimane dopo il contagio, superate le quali l’individuo potrebbe essere nuovamente suscettibile al contagio; non essendoci ancora dati a lungo termine, gli scienziati non possono definire il comportamento del virus dopo periodi prolungati (in tal caso potrebbe essere necessario effettuare il “richiamo” del vaccino, come per il Tetano).

 
Spero di aver chiarito i vostri dubbi, ponendo un chiodo fisso sull’inutilità e la banalità di molti discorsi antivaccinisti.
Se volete, prossimamente ci risentiremo per rispondere ad altri interrogativi.



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