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Internet ci rende stupidi? L’alba di una nuova era

ScienTiamo
Pubblicato da in Psicologia · 20 Febbraio 2019
Tags: internetscienzapsicologiacervelloflynn
Internet ci rende stupidi?
L’alba di una nuova era
           
 
 

 
Alla fine degli anni ’80 del Novecento, James Flynn, allora direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della Nuova Zelanda a Otago, cominciò a studiare i resoconti storici sui test per determinare il quoziente intellettivo (QI). Nei suoi studi, scoprì che i punteggi di QI erano cresciuti costantemente (e ovunque) nel corso del secolo.
 
L’effetto Flynn, come venne chiamato il fenomeno, è reale!
 
Dalla sua teorizzazione, tale effetto ha costituito l’argomento preferito per opporsi a chi ritiene che le nostre abilità cognitive siano in declino e che l’uso delle tecnologie possa incidere sullo sviluppo intellettivo dei bambini.


 
Tuttavia, esistono buoni motivi per dubitare che l’effetto Flynn dimostri che le persone siano più intelligenti oggi di quanto non lo fossero prima o che Internet stia accrescendo l’intelligenza globale del genere umano.
Il fatto che Internet abbia fatto la sua comparsa solamente venti anni fa rende altamente improbabile che essa abbia avuto un ruolo significativo nel far salire i punteggi di QI. L’aumento, probabilmente, riflette più un cambiamento profondo in qualche aspetto della società di più antica matrice.

Lo stesso Flynn giunse alla conclusione che i miglioramenti nei punteggi del QI non avevano tanto a che fare con un aumento dell’intelligenza globale, quanto con una trasformazione nel modo in cui si considera l’intelligenza.
 
Fino alla fine del XIX secolo, infatti, raramente l'intelligenza si era concepita in termini scientifici, ponendo l’accento sulla classificazione, sulla correlazione e sul ragionamento astratto. Questo tipo di intelligenza era attribuito a chi frequentava l’università o vi insegnava. La maggior parte della gente, invece, continuava a vedere l’intelligenza come una questione di decodifica del funzionamento della natura e di soluzione dei problemi pratici.
 
Nel corso del secolo, per motivi economici, tecnologici e educativi si diffuse il ragionamento astratto. Tutti, quindi, iniziarono ad usare un approccio più scientifico. Dunque, non è l’intelligenza ad essere aumentata, ma il diverso approccio ai problemi.
 


Ebbene, non siamo più intelligenti dei nostri genitori o progenitori: lo siamo in modo diverso!
 
Cosa pensare, allora, delle tecnologie? Sono strumenti utili o solo macchine infernali ammazza-neuroni?
 Nonostante le evidenze scientifiche, riteniamo che un uso cosciente e oculato dei mezzi tecnologici che il progresso mette al nostro servizio costituisca un grosso aiuto in diversi ambiti:
 
  • scolastico, con l’inserimento nella didattica delle lavagne interattive multimediali;
  • lavorativo, con l’introduzione dei sistemi computerizzati di archiviazione e gestione di ogni fase del lavoro;
  • sociale, con la nascita di nuove figure professionali specializzate nel campo elettronico e informatico;
  • economico, con la sofisticazione dei processi di lavoro, che diventano così più veloci ed economici.
       
Noi stessi, come blog di divulgazione scientifica, utilizziamo una piattaforma tecnologica per promuovere la conoscenza.
 
Ormai, alla fine di questo percorso neuroscientifico volto alla scoperta delle tecnologie intelligenti, proviamo a dare una nostra personale risposta alla domanda che ci ha accompagnato fin dal principio: internet ci rende stupidi?

Come ogni artefatto umano, non è lo strumento in sé a costituire un pericolo, ma l’uso più o meno cosciente che ognuno ne fa.
 
Dunque, a nostro parere, Internet non ci rende stupidi: ci rende diversamente consapevoli delle nostre potenzialità, dei nostri mezzi e dei nostri limiti!

È l’inizio di una nuova era!






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