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Internet ci rende stupidi? Le “new addictions”

ScienTiamo
Pubblicato da in Psicologia · 13 Febbraio 2019
Tags: psicologiadipendenzainternetnewaddictionpsicologiainternet
Internet ci rende stupidi?
Le “new addictions”

 
                                               
 

 
Ad oggi, la nostra rubrica si è proposta di chiarire gli effetti delle tecnologie su alcune abilità cognitive (apprendimento, memoria e attenzione, lettura e scrittura), sottolineando che l’avvento degli apparecchi tecnologici permettono di incrementare alcune abilità (ad esempio, il problem solving e l’attenzione divisa) a scapito di altre (come la lettura approfondita e l’attenzione focalizzata).

In questo nuovo appuntamento, invece, vogliamo spiegarvi un nuovo fenomeno che sta prendendo sempre più piede nell’era digitale, diffondendosi a macchia d’olio: le “nuove dipendenze” o “new addictions”.

La definizione anglosassone “addiction” evidenzia la natura psicologica delle nuove dipendenze, nelle quali il soggetto è spinto a mettere in atto comportamenti ritualizzati (ripetitivi e sistematici) agiti con il fine di ottenere la soddisfazione dei propri bisogni.
 
La tendenza alla ripetizione di per sé non è un meccanismo patologico, anzi: i comportamenti ripetitivi sono utili perché creano stabilità. Quando, però, si utilizzano in maniera esclusiva, senza mettere in atto altri comportamenti con caratteristiche esplorative, il rischio è che il soggetto intraprenda una direzione patologica. Quindi, in una dipendenza non adattativa e fine a se stessa si perde la funzione di esplorazione del mondo.
 
La dipendenza da Internet



Gli adolescenti di oggi sono stati definiti ‘nativi digitali’. Questa terminologia sottolinea che l’adolescente vive il proprio sviluppo identitario in un mondo in cui uno degli aspetti centrali è rappresentato dalla tecnologia.
 
Si può parlare di dipendenza da Internet quando la maggior parte del tempo e delle energie vengono spesi nell’utilizzo della rete, creando in tal modo menomazioni forti e disfunzionali nelle principali e fondamentali aree esistenziali, come quella personale, relazionale, scolastica, familiare, affettiva. L’illusione che la Rete fornisce, infatti, è quella di essere sempre in relazione con il mondo, appagando l’intenso bisogno di relazione tra pari che ogni adolescente avverte.
 
Proprio a causa della capacità di soddisfare questa necessità attraverso la sua immediatezza e facilità di utilizzo, la Rete diventa mezzo quasi esclusivo di relazione, a sfavore delle più tradizionali relazioni frontali.


Per la prima volta, il DSM-5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, nella sua quinta edizione, a cura dell’Associazione Americana di Psichiatria) comprende, insieme ai disturbi da uso di sostanze, anche il disturbo da gioco d’azzardo che non è correlato all’uso di una sostanza.

I gruppi di lavoro del DSM-5 hanno stabilito che ad oggi, non esiste evidenza sufficiente per giustificare l’inclusione dell’Internet Addiction Disorder nella categoria diagnostica delle dipendenze da non sostanze. Sono stati però proposti, nella sezione 3 del manuale, riservata alle condizioni che richiedono ulteriori ricerche prima di essere formalmente considerate disturbi, i criteri diagnostici per il disturbo da gioco su internet.
 
Secondo l’American Psychiatric Association, sono sette i principali sintomi tipici del disturbo, che segnalano una dipendenza (addiction) dal web:
1. il bisogno di trascorrere tempo online per ottenere soddisfazioni personali;
2. mancanza di interesse per la realtà;
3. ansia e depressione nel caso in cui non si abbia accesso alla Rete;
4. l’impossibilità di smettere di controllare gli eventi del web;
5. la necessità di ricorrere a internet con più frequenza rispetto al solito;
6. il passare molto tempo connessi;
7. utilizzare internet nonostante evidenti problemi fisici, lavorativi e sociali.
 
Attualmente, sono stati riconosciuti cinque tipi di dipendenza:
  • Dipendenza dalle relazioni virtuali (Cyber-Relational Addiction), caratterizzato dal bisogno di intrattenere relazioni esclusivamente on-line;
  • Sovraccarico cognitivo (Information Overload), caratterizzato da una ricerca ossessiva di informazioni sul web;
  • Dipendenza dal sesso virtuale (Cybersexual Addiction), nella quale si individua un uso compulsivo di siti dedicati alla pornografia e al sesso virtuale;
  • Gioco Offline (Computer Addiction), caratterizzato dalla tendenza al coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali che non prevedono l’interazione tra più giocatori e non sono giocati in rete.
  • Gioco Online (Net Compulsion), nel quale si evidenziano coinvolgimento eccessivo e comportamenti compulsivi collegati a varie attività online quali il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, i giochi di ruolo.

La     dipendenza da internet colpisce solo gli adolescenti?
Come ogni dipendenza, l’internet addiction non ha preferenze: essa colpisce in maniera predominante adolescenti e giovani adulti, ma è possibile registrare un vasto numero di adulti pensionati che  fanno ampio uso dei social network (passando svariate ore del loro tempo libero sulle piattaforme sociali, riducendo le relazioni interpersonali) e di intere famiglie affette da tale disturbo. Recentemente, la nostra cronaca ne ha riportato un caso.

    





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