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Internet ci rende stupidi? le cellule cerebrali

ScienTiamo
Pubblicato da in Psicologia · 9 Gennaio 2019
Tags: scienzecervelloneuroscienzesinapsineuroniglia
Alla fine del 2009, Edexcel, la più grande azienda inglese di testi educativi, aveva annunciato che avrebbe introdotto un sistema automatizzato di votazione delle prove d’esame che avrebbe “letto e valutato” i temi svolti dagli studenti, eliminando così fattori critici del giudizio umano come la stanchezza o la soggettività.
E’ altrettanto vero, però, che i computer seguono regole preimpostate e offrono formule, non danno giudizi. Sono quindi, per loro natura, incapaci di cogliere l’estro di chi rompe le convenzioni della scrittura per una propria, speciale, inclinazione artistica.


J. Weizenbaum, informatico tedesco, decenni prima, ci aveva messo in guardia sul fatto che quanto più ci fossimo abituati e affidati ai nostri computer tanto più saremmo stati tentati di rimettere a loro anche quei “compiti” che richiedono saggezza umana.
Di certo, oggi, risulta complesso resistere alle seduzioni della tecnologia, diventata ormai un mezzo veloce ed efficiente di informazione istantanea.
Tuttavia, anche se non volessimo dar credito alle parole di Weizenbaum (sicuramente dure e provocatorie), dovremmo almeno prestare attenzione ai cambiamenti che le tecnologie stanno introducendo nelle nostre abitudini quotidiane.

Non sta a noi, in questa sede, giudicare la bontà di questo potente mezzo, ma, a nostro parere, l’uso critico e cosciente di ogni strumento permette di cogliere tutto ciò che di buono offre, mitigandone le possibili problematicità.

Lungi dall’essere una lectio, questo percorso di informazione vuole rappresentare una digressione sulle modificazioni che gli apparecchi tecnologici producono sulle nostre funzioni psichiche (vedi la prima parte del titolo, che riprende un testo illuminato di N. Carr di fondamentale ispirazione per la stesura di questo lavoro).

Questo “cammino”, per la sua natura complessa, sarà suddiviso in diversi appuntamenti in cui verranno spiegati gli elementi che compongono il cervello, come questo funziona, quanto e come le tecnologie ne influenzano l’attività.

L'UNITA' FONDAMENTALE DEL SISTEMA NERVOSO: LE CELLULE CEREBRALI

Le cellule di nostro interesse sono le cellule cerebrali, che si distinguono in cellule neuronali o “neuroni” e cellule gliali o “glia”.

I NEURONI
I neuroni sono le cellule cerebrali specializzate nella comunicazione intra ed intercellulare.
La parte centrale del neurone è chiamata soma (o corpo cellulare) ed è costituita dal pirenoforo, in cui risiede il nucleo, e dagli altri organelli, deputati alle principali funzioni cellulari. Dal soma hanno, poi, origine prolungamenti, i neuriti, che si dividono in dendriti e assone.
La caratteristica più evidente della specializzazione neuronale nella comunicazione è la complessa ramificazione dei dendriti, i quali ricevono segnali da neuroni afferenti e lo propagano verso il pirenforo.
L’assone conduce, invece, il segnale verso altre cellule attraverso il bottone sinaptico, estensione della parte finale dell’assone, che si lega ai dendriti o al corpo cellulare dei neuroni limitrofi, innescando una reazione a catena.
Clicca sulla foto per altre immagini!

LE CELLULE GLIARI
Le glia non sono direttamente coinvolte nella comunicazione elettrica, tuttavia possiedono numerose funzioni importanti.
Il termine “glia” (dal greco, “collante”), riflette l’opinione diffusa che queste cellule abbiano la fondamentale funzione di tenere insieme il sistema nervoso.
Nel cervello, ci sono tre tipi di cellule gliali:
  • gli astrociti, con il compito di mantenere la costanza dell’ambiente ionico delle cellule nervose;
  • gli oligodendrociti, con il compito di modulare la velocità di propagazione dei segnali nervosi e dell’attività sinaptica;
  • le cellule microgliali, che hanno l’importante funzione di rimuovere i frammenti cellulari in seguito ad un danno cerebrale o al normale ricambio cellulare. Inoltre, sono in grado di rilasciare molecole segnale capaci di modulare l’infiammazione locale e influenzare la morte o la sopravvivenza cellulare.


Cellule gliali di cervelletto osservate mediante microscopia elettronica confocale.
© Dr. Thomas Deerinck/Visuals Unlimited/Corbis



Bene! Il nostro primo appuntamento si conclude qui, ma speriamo che questo primo passo nel mondo delle neuroscienze vi abbia incuriosito!
Voi, però, restate connessi!
Nel prossimo appuntamento, infatti, scopriremo come i neuroni comunicano tra loro e quanto (e come) queste connessioni siano suscettibili di cambiamenti.


  




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