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Seconda intervista alla Sig. Cellula Staminale

ScienTiamo
Pubblicato da in Medicina · 18 Febbraio 2019
Tags: scienzamedicinacellulestaminalimesenchimaliematopoietiche.
Rieccoci per il secondo appuntamento con: ‘l’intervista ad una cellula staminale’.

 
Anzitutto bentornata su ScienTiamo! Come sono andate le scorse settimane?
Grazie. Beh, sa, il solito tram tram. Piccole riparazioni, tessuti da rigenerare… La solita vita frenetica!

 
Nella scorsa intervista, ci eravamo lasciati parlando dei vari utilizzi che si possono condurre sfruttando il Vostro potenziale differenziativo. Vogliamo saperne di più, quanti tipi di cellule staminali esistono e quali sono le fonti da cui è possibile ricavarvi?
 
La nostra classificazione è un po’ complicata ma possiamo essere divise in base alle nostre ‘potenzialità’ in :
 
  • Cellule totipotenti: in grado di differenziarsi in ogni tipo cellulare, compresi i tessuti extraembrionali (amnios, corion, sacco vitellino e allantoide), importanti per la sopravvivenza del feto
  • Cellule pluripotenti: che possono differenziarsi in tutti i tipi cellulari di un individuo adulto eccetto nei tessuti extraembrionali
  • Cellule multipotenti: che possono specializzarsi solo in alcuni tipi cellulari (esempio le cellule del sangue)
  • Cellule unipotenti: possono specializzarsi in un solo tipo cellulare (ad esempio i cardiomiociti –cellule del miocardio).
 
 
 
 
 
Ed è la vostra unica classificazione?
 
In effetti no, possiamo anche essere classificate in base alla nostra provenienza, in:
 
  • Cellule staminali embrionali ottenute in laboratorio dall’aggregato di cellule progenitore dell’embrione ( la blastocisti) , utilizzando delle colture cellulari
  • Cellule staminali somatiche che sono sempre cellule non differenziate ma ricavabili da tessuti specifici, come il tessuto ematopoietico o il tessuto mesenchimale. Di queste fanno parte le cellule staminali ematopoietiche e quelle mesenchimali.

 
Le cellule staminali ematopoietiche sono quelle che danno origine a tutte le cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine) e si ritrovano nel sangue del cordone ombelicale, nel midollo osseo e nel sangue periferico.
 
 
Invece, le cellule staminali mesenchimali (ed io, modestamente, rietro tra loro) danno origine ad una linea tissutale ed, in particolare, danno origine alla linea di cellule del tessuto connettivo (condrociti, adipociti, osteociti). Si trovano nel midollo osseo, nel tessuto adiposo, nella polpa dentale e nella gelatina di Wharton (che non si mangia eh, è una componente del cordone ombelicale).


 
 
Nella precedente intervista, ci aveva anticipato che Voi cellule staminali siete impiegate nella terapia cellulare. Quali sono ad oggi i tipi cellulari più utilizzati in questa terapia e qual è il Vostro potenziale terapeutico?
 
In realtà vengono utilizzati tutti i tipi di cellule staminali ma quelle più utilizzate sono sicuramente quelle di origine ematopoietica e quelle mesenchimali.
 
Il sistema ematopoietico è il sistema del corpo umano che consente la generazione e la rigenerazione delle cellule del sangue, immagini un po’ che, ogni giorno, si ha una perdita e una ricostruzione di oltre un miliardo di cellule.

 
Da dove si possono ricavare le cellule ematopoietiche?
 
Tra tutte le fonti da cui si possono ricavare, il sangue cordonale ne rappresenta la fonte più ricca.
 
Queste cellule vengono prelevate dal cordone ombelicale alla nascita e proprio, per questo motivo, vengono definite ‘Neonatali’.
 
Sfruttando queste cellule è possibile effettuare trapianti per la cura di patologie onco-ematologiche come le leucemie e, recentemente, sono state anche utilizzate nella medicina rigenerativa. Si tratta di un processo che ha come scopo quello di sostituire le cellule che non funzionano più tanto bene con cellule nuove, ripristinando così la funzionalità di quel tessuto danneggiato, stimolando i meccanismi di riparazione con l’intento di restituire all’organo adulto l’integrità strutturale e funzionale tipica di un organo sano.

 
E’ possibile scegliere di donare il cordone ombelicale?
 
Certo, c’è la possibilità di poter donare il proprio cordone ombelicale e questo, una volta analizzato, verrà depositato in delle vere e proprie banche pubbliche insieme a tutti gli altri cordoni, pronto per essere utilizzato da chi ne dovesse aver bisogno.

 
E Voi cellule mesenchimali, invece?
 
Anche noi cellule staminali mesenchimali siamo utilizzate nei trapianti perché siamo in grado di dare origine a numerosi tessuti; ad esempio, siamo molto utili nel rigenerare l’epidermide di pazienti che hanno subito delle gravi ustioni; oppure nella riparazione ossea, cartilaginea e delle articolazioni e possiamo perfino essere utilizzate nella riparazione del tessuto cardiaco, danneggiato in seguito ad un infarto acuto del miocardio.
Siamo anche molto utili nei trattamenti come quello per il diabete, in particolare per il diabete di tipo I, una forma grave che si manifesta nell’infanzia e nell’adolescenza, causata dalla produzione di anticorpi che distruggono le cellule che producono insulina (cellule β delle Isole del Langherans nel pancreas), perché non le riconoscono come appartenenti al proprio corpo ma come estranee ed, in quanto tali, devono essere eliminate dall’organismo.

 
Questo per ora è tutto, noi cellule staminali un tipo cellulare un po’ complesso ma molto utile e spero che nel futuro il nostro contributo nella terapia e nella cura di alcune patologie possa essere incrementato, perché possiamo dare tanto.  

 
La ringraziamo allora per la Sua gentile collaborazione! Speriamo, allora, di avere presto altre notizie delle Vostre fantastiche imprese!


 
                                                                                                                      



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