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Secondo appuntamento con il progetto Ocean Cleanup

ScienTiamo
Pubblicato da in Ambiente · 28 Aprile 2019
Tags: oceancleanupmarioceanislatplasticaplasticfreeinquinamento
Ci siamo lasciati la settimana scorsa con l’introduzione su Ocean Cleanup, una geniale idea per ripulire (o almeno provarci) i grandi mari dalla plastica, ormai un cancro per tutte le specie animali e vegetali che abitano le acque di tutto il mondo. Si tratta di una piattaforma galleggiante, realizzata dall’olandese Bovan Slat in 5 anni: è energeticamente autonoma perché si muove spinta dalle correnti ed è in grado di raccogliere la plastica abbandonata alla deriva negli oceani per poterla poi eliminare (clicca qui per l'articolo completo).

L’idea è sembrata vincente, e non ci sono voluti molti anni prima che diventasse realtà; il primo prototipo è stato messo in acqua già nel Giugno 2016 e si trattava di una struttura lunga 100 metri, lanciata nel Mare del Nord, a 23 km circa dalle coste olandesi. Questo luogo è stato scelto appositamente per le condizioni ambientali, più severe rispetto a quelle che si trovano nell’Oceano Pacifico, per testare la resistenza del prototipo. L’obiettivo di questo test nel Mare del Nord era proprio quello di testarne le capacità di resistenza in condizioni estreme, nonché analizzarne i punti di forza e le criticità prima di intraprendere una missione nelle acque più direttamente interessate, ovvero quelle del Pacifico.
 
Come tutti i test che si rispettino, si sono riscontrate alcune falle: durante un’ispezione di routine a largo del Mare del Nord, la struttura è risultata danneggiata e, a seguito di ciò, il dispositivo è stato prontamente riparato e messo sotto osservazione. Una volta terminata questa prova, gli scienziati dello staff hanno raccolto i dati e li hanno analizzati: su questa base, sono state apportate delle migliorie ai sistemi di raccolta e ai materiali di cui è formato tutto il sistema. Complice anche la grande disponibilità del Governo olandese, dopo il test del 2016 c’è stato un secondo test nel 2017 e un terzo test nel 2018, sempre nelle acque del Mare del Nord, tutte seguite da analisi dei dati ottenuti e ottimizzazione del sistema.



Nel secondo semestre del 2018 è finalmente cominciata la prima missione nell’Oceano Pacifico, partendo da San Francisco. Che sia la volta buona per riuscire a mettere un po’ di ordine al caos che l’uomo ha creato nei mari in questi anni? La settimana prossima vedremo come è andata a finire la spedizione dell’Ocean Cleanup nelle acque a largo di San Francisco.
STAY TUNED!






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