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Superpoteri biologici: il controllo mentale

ScienTiamo
Pubblicato da in Zoologia · 10 Dicembre 2018
Chiunque abbia mai visto o letto Jessica Jones sa bene che il superpotere del suo acerrimo nemico, Kilgrave, è quello di essere in grado di piegare la volontà altrui. E se vi dicessi che in natura c’è qualcuno che ha lo stesso modus operandi di questo terribile criminale? Uno studio di neuro-parassitologia dell’ University of the Negev, in Israele, ha raccolto diversi esempi di parassiti che, grazie alla produzione di molecole specifiche, sono in grado di manipolare il comportamento dei propri ospiti al fine di garantire la propria riproduzione.

Il Paragordius tricuspidatus, un nematomorfo dello spessore di un capello, dopo aver infettato grilli e cavallette, ne modifica il comportamento, favorendo l’avvicinamento alle sorgenti luminose. La notte, le principali sorgenti luminose nei boschi sono gli specchi d’acqua dove si riflette la luna e dove si riproduce il parassita. Il povero grillo attirato dall’acqua ci si fionda, dimenticando di non saper nuotare.


https://fishki.net/2408539-parazity-sposobnye-upravljaty-povedeniem-svoih-hozjaev/gallery-4965859-paragordius-tricuspidatus–vid-volosatyh-chervej-photo.html

C’è poi il Cordyceps, un simpaticissimo fungo, le cui spore si posano candidamente sulla cuticola della formica ospite e germinando, irrompono nel suo corpo, passando attraverso la trachea. Man mano che i miceli, i filamenti del fungo, crescono, riempiono tutto il corpo della povera formica parassitata. A questo punto, il fungo produce delle sostanze chimiche che raggiungono il cervello dell’ospite: la formica è così costretta ad arrampicarsi su una pianta in alto, rimanendo immobile. Quando il fungo è pronto per riprodursi, digerisce allegramente il cervello della formica (RIP, piccolo angelo) e diffonde le sue spore in tutta la zona circostante.

https://neurophilosophy.wordpress.com/2006/11/20/brainwashed-by-a-parasite/
Ultimo esempio che vi pongo: il Toxoplasma gondii infetta prevalentemente i topi. Si è osservato come, all’infezione, essi reagiscano diminuendo la propria avversione nei confronti dell’urina di gatto ed, al contrario, ne siano attratti. I topi sono, quindi, più facilmente predati dai felini, nel cui intestino può avvenire la riproduzione del parassita.
“Per fortuna non sono nato topo!”, penserete voi, ma è bene ricordare che si stima che quasi un terzo della popolazione umana sia stato esposto a Toxoplasma gondii. Che questo protozoo modifichi anche il comportamento umano? Sono diversi gli studi condotti a riguardo: il dottor Flegr sostiene che i soggetti con Toxoplasmosi latente siano più soggetti a rischi di incidenti stradali,  in quanto il parassita potrebbe renderli meno attenti al pericolo e più aggressivi. Infine, attraverso numerosi studi, raccolti in questa review,  è stata ipotizzata una correlazione tra T. gondii e la schizofrenia, in quanto il parassita favorisce una sovrapproduzione di dopamina, elemento chiave dell’insorgenza e progressione della patologia.
Attualmente le conoscenze relative alla neuro-parassitologia sono ancora limitate, ma le prospettive appaiono decisamente interessanti ed inquietanti. Quanto i comportamenti umani sono realmente tali?






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