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Superpoteri biologici: L'invisibilità!

ScienTiamo
Pubblicato da in Zoologia · 18 Marzo 2019
Nella nostra rassegna di superpoteri di cui organismi di tutto il mondo sono dotati, vi avevamo precedentemente parlato del controllo mentale e delle ossa alla Wolverine.
Per sfuggire ai predatori, infatti, sono numerosi gli strumenti di difesa messi in campo dai diversi organismi; tra questi uno dei più diffusi nel Regno animale e vegetale è l'invisibilità.
In ambiente marino il modo più semplice per essere invisibile è essere... trasparente. Sono numerosi gli organismi che godono di questa capacità. Tra questi citiamo Clione limacina, chiamato anche l'angelo di mare, un piccolo mollusco gasteropode, scoperto nelle fredde acque del Polo Nord.

Foto di Clione limacina:

Come non pensare poi alle meduse, composte in media per il 98% di acqua. Anche il Cyanogaster noctivaga, un pesciolino di appena 7 mm di lunghezza, scoperto nel 2013 nel Rio delle Amazzoni, presenta un corpo completamente trasparente.


Foto di Cyanogaster noctivaga
Mentre per gli organismi acquatici la trasparenza è, come abbiamo capito, molto comune, lo è decisamente di meno per quelli terrestri, in quanto la presenza di pigmenti opachi sulla pelle proteggono gli organismi dalle radiazioni solari. Tuttavia, ci sono rari casi di trasparenza anche in ambiente terrestre: un esempio è Greta oto, chiamata anche "farfalla ali di vetro", presente in America centrale e meridionale. Le radiazioni luminose che raggiungono le sue ali non vengono nè assorbite nè riflesse, ma attraversano la superficie. Questo è dovuto alla presenza di protrusioni sulla superficie delle ali, che hanno proprietà di anti-riflessione.


A partire da quest'ultimo esempio, viene spontaneo chiedersi: è possibile replicare questo superpotere, creando un materiale che ci renda "trasparenti"? Ebbene, i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory e dell'Università della California a Berkeley, hanno messo a punto una sorta di "mantello dell'invisibilità", sfruttando le proprietà dei "metamateriali", ossia un materiale le cui proprietà non dipendono solo dalle caratteristiche chimiche, ma anche da quelle strutturali, e che pertanto possono essere modellate a seconda del fine a cui sono destinati. Xiang Zhang e colleghi hanno così creato una pellicola di appena 80 nanometri di spessore, su cui sono disposte delle particelle nanostrutturate, modellate dai ricercatori per regolare la luce riflessa e quella deviata. Per il momento, questo strumento ha consentito di rendere invisibili oggetti con dimensioni pari a due cellule, ma le modalità con cui questa tecnica è stata realizzata, prometterebbero di applicarla anche ad oggetti di maggiori dimensioni.
In conclusione, siamo ancora lontani dal creare il "mantello dell'invisibilità" del nostro caro Harry Potter, ma la natura e la tecnologia ci dmostrano che certamente non è impossibile.








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