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Superpoteri biologici: la bioluminescenza

ScienTiamo
Pubblicato da in Zoologia · 25 Marzo 2019
Tags: bioluminescemzaluminososcienzalucciolefireflies
Superpoteri biologici: la bioluminescenza

Immaginate di svegliarvi in un'afosa notte d'estate, assetati e grondanti di sudore. Vi alzate e compiete i primi passi assonnati per raggiungere l'interruttore, quando TAC, il vostro sfortunato mignolo del piede colpisce in pieno il comodino. Quante situazioni terribili si eviterebbero se fossimo in grado di autoprodurre luce a nostro piacimento!
Ebbene, alcuni animali hanno sviluppato proprio questa capacità. Nei precedenti articoli, vi abbiamo parlato del controllo mentale e dell'invisibilità di alcuni organismi, nonchè della strabiliante rana Wolverine. Il superpotere di cui vi parliamo oggi è la cosiddetta biolumiscenza!

Sono diversi gli organismi in grado di emettere luce: alcuni dinoflagellati presenti nei mari delle Maldive ci offrondo degli spettacoli mozzafiato.



Anche alcuni pesci abissali possono avere questo impressionante superpotere, spesso utilizzato per attirare a sè le povere prede. Un esempio di questo stratagemma ci è fornito dall'inquietante Melanocetus johnsonii:



Tra gli organismi terrestri, questa capacità è sicuramente meno diffusa, seppur comunque presente. Un esempio è quello delle lucciole, di cui esistono ben 2000 specie differenti. Durante la notte, infatti, esse utilizzano la bioluminescenza per ricercare il partner ideale e probabilmente anche per difendersi.
Ma da cosa scaturisce esattamente questo superpotere? Alla base della bioluminescenza c'è un fenomeno di ossidazione: un enzima, chiamato "luciferasi", in presenza di ossigeno e ATP, è in grado di ossidare una particolare proteina, creativamente chiama "luciferina". In questa reazione di ossidazione, viene liberata energia sotto forma di luce.


C'è anche chi ha provato ad utilizzare le nanotecnologie per replicare in laboratorio questo fenomeno. I ricercatori dell'University of Syracuse hanno utilizzato della luciferasi attaccata alla superficie di nanorods (nano-barre) di un semiconduttore metallico: con l'aggiunta della luciferina, l'energia scaturita dal contatto con l'enzima veniva trasferita alle nanorods che cominciavano a brillare.



Come sempre la natura continua a stupirci e ad essere d'ispirazione per gli scienziati di tutto il mondo.

FONTI





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