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Terzo appuntamento con Ocean Cleanup!

ScienTiamo
Pubblicato da in Ambiente · 6 Maggio 2019
Tags: scienzeambienteslatoceancleanupmarioceaniplasticaplasticfree
Che l’opera ingegneristica dell’olandese Bovan Slat (di cui abbiamo parlato qui) sia una idea geniale è ormai assodato… Ma si sa, le idee geniali hanno bisogno di tempo per essere messe a punto in ogni minimo particolare e, molto spesso, si può andare incontro a problemi di non poca rilevanza.

La scorsa settimana abbiamo parlato dei vari test e dei vari prototipi messi in acqua prima di far partire la vera missione nel Pacifico, e già dal primo test si è andati incontro a danni strutturali. Tuttavia, la rottura di una parte del galleggiante a seguito di un cedimento delle giunture in metallo non è stato l’unico intoppo che lo staff di Slat ha dovuto affrontare, tanto che sono state messe in risalto alcune criticità sul principio di funzionamento dell’intera piattaforma galleggiante: Slat e il suo staff ipotizzavano che le correnti marine superficiali fossero in grado di spingere le macroplastiche al centro della struttura a ferro di cavallo, ma si è visto che il sistema di galleggiamento riesce a trattenere solo per un breve periodo di tempo la plastica, la quale, se non viene recuperata in tempo, fuoriesce nuovamente dalla struttura a U e torna alla deriva.

Slat e la sua equipe erano consapevoli del fatto che “passi falsi come questo sono all’ordine del giorno quando si sperimenta una tecnologia del genere in così poco tempo”, e non si sono demoralizzati: hanno fatto terminare il test e hanno apportato migliorie al sistema. Provando e riprovando con altri test (si rimanda all’articolo della scorsa settimana) e affinando sempre più il progetto, si è arrivati alla missione nelle acque del Pacifico. L’intero sistema è stato rimorchiato alla sua destinazione finale, nel bel mezzo del Great Pacific Garbage, ma anche lì la situazione non è stata delle migliori: la pulizia non è andata nel modo in cui lo staff l’aveva prevista, e c’è stata un’altra rottura strutturale che ha costretto lo staff a far rientrare la missione.

Non è difficile immaginare che lo sconforto l’ha fatta da padrone, ma la tenacia ha fatto rimboccare le maniche al CEO e a tutto lo staff. Quest’esperienza negativa è stata presa come punto di partenza per ulteriori migliorie al sistema, nonché per tutti i progetti futuri, tanto che Slat ha dichiarato che si tratta di inconvenienti facilmente risolvibili e che sta preparando una nuova missione per il 2019.
L’Ocean Master (SPOILER ALERT per i fan DC!) non ha ancora scagliato le ondate di avvertimento… sarà perché sono al corrente di questa idea? Sarà perché spera vivamente che il Popolo delle Terre Emerse riesca a dare un freno a questa malattia di gettare i rifiuti in mare, “perché tanto il sale corrode e disinfetta tutto”? O forse perché crede anche lui nell’idea di Slat? Non lo sappiamo ancora. Però alcune cose le sappiamo: Aquaman non si è ancora fatto vivo, lo staff di Ocean Cleanup non demorde e continua a portare avanti questa sua idea di ripulire i mari da tonnellate di spazzatura, e soprattutto sappiamo che dobbiamo tenere sotto controllo questo blog perché potrebbero esserci nuovi aggiornamenti a riguardo.

L’appuntamento che ci ha tenuti impegnati per tre settimane per ora termina qui. Nuovi articoli e nuove curiosità da sviscerare sono in arrivo e nel caso dovessero esserci aggiornamenti da Mr. Slat, vi faremo sapere.
STAY TUNED!

FONTI:





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