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Un vecchio Natale e una stella cometa, che però non è né stella e né cometa

ScienTiamo
Pubblicato da in Astronomia · 25 Dicembre 2018
Tags: scienzacometanataledivulgazione
Da diverse settimane gli occhi degli osservatori astronomici di tutto il mondo sono puntati verso l'alto con trepidante eccitazione: il cielo è infatti attraversato da un luminoso corpo celeste, il cui studio suscita un interesse singolare in campo astronomico, ma non solo. Si chiama 46P/Wirtanen, è una piccola cometa (solo 1,2 km di diametro, una montagnetta vagante nello spazio) che il 16 dicembre ha fatto il suo approccio più vicino alla Terra in più di 20 anni, registrando un'intensità luminosa che mai è stata (e probabilmente sarà) raggiunta da questa cometa, oltre ad essere la cometa più luminosa osservata nel 2018.


Comet 46P/Wirtanen
Image Credit & Copyright: Alex Cherney (Terrastro, TWAN)
 
Sarà mica che la stella cometa seguita dai Magi abbia voluto fare una seconda apparizione?

Questa ingenua domanda nasconde in realtà secoli di storia dell'astronomia. Ma andiamo per gradi.
L'espressione "stella cometa" fu coniata da Giotto nella descrizione di una sua rappresentazione della stella seguita dai Magi, che immaginava, appunto, come una stella seguita da una scia simile a quella di una cometa.


Un'immagine evocativa, certo, ma non particolarmente realistica. Cos'era dunque il corpo seguito dai saggi?

Sulla natura della stella cometa, la Bibbia non fornisce informazioni, dunque possiamo solo avanzare ipotesi. La prima ipotesi da escludere è che si trattasse di una meteora: tali corpi, comunemente noti come stelle cadenti, sono infatti frammenti di comete o asteroidi che si frantumano nell'atmosfera, incendiandosi, e la cui apparizione dura dunque pochi istanti: un po' poco per raggiungere Betlemme. Poteva forse essere una nova, cioè uno di quei fenomeni di esplosione nucleare sulla superficie di nane bianche? Dopo varie ricerche, anche questa ipotesi fu scartata, in quanto non vi sono state dagli astronomi cinesi osservazioni di questo tipo in quegli anni. Dunque: "è una cometa!" starete pensando, ma anche in questo caso non vi furono osservazioni di questo fenomeno a quei tempi, d'altronde all'epoca le comete erano un brutto presagio, non un ottimo auspicio per la nascita del Figlio di Dio.

L'ipotesi più accreditata per la natura della stella cometa è invece una congiunzione dei due pianeti più luminosi del Sistema Solare: Giove e Saturno. Tra il 1935 e il 1959, il primo proiettore Zeiss di Hayden (altri tre ne sono stati installati da allora) ha riprodotto le posizioni dei pianeti per 2000 anni, fino alla nascita di Gesù. L'intera procedura durò quattro ore con i pianeti impegnati in un'incredibile danza, mentre la luna girava intorno al cielo cento volte al minuto! In definitiva, il proiettore è stato fermato il 25 febbraio nell'anno 6 a.C. (anno di datazione della cometa) con i pianeti Giove, Saturno e Marte che formano un triangolo basso nel cielo occidentale: esattamente ciò che cercavamo.

Non possiamo avere certezze su cosa realmente videro i Magi, o se si trattò di un evento effettivamente sovrannaturale: questo sta alla discrezione di ognuno.

Ciò che possiamo dire, però, è che forse non dobbiamo necessariamente abbandonare l'idea di una "nuova" stella cometa, almeno per quello che è il suo significato intrinseco.

La cometa di cui parlavamo all'inizio dell'articolo, la cara 46P/Wirtanen, ha oggi gli occhi puntati dei 66 ricevitori di ALMA, il "più potente osservatorio astronomico della storia sulla Terra", a detta della NASA. Perché tutta questa attenzione? Come ogni cometa, la 46P/Wirtanen, composta principalmente di rocce, metalli e ghiaccio, percorre la propria orbita ellittica intorno al Sole, e lo fa sin dalla sua creazione, quando la nebulosa da cui si è formato il nostro sistema solare ha prodotto agglomerati più internamente - i pianeti - e residui freddi esternamente: le comete appunto. Queste sono soggette ad un'evaporazione quando si trovano al perielio, il punto più vicino al sole nella loro orbita: è questa evaporazione che crea la loro coda (che, per dispiacere dei più romantici, quest'anno non si vedrà, essendo posizionata dietro la testa, in asse con le linee di campo magnetico create dal sole).


Hubble captured this view of comet 46P/Wirtanen on Dec. 13, 2018. Credits: NASA, ESA, D. Bodewits (Auburn University) and J.-Y. Li (Planetary Science Institute)

È in questa evaporazione che risiede l'interesse più grande: "Questa cometa sta causando scalpore nelle comunità di astrofili professionisti e dilettanti grazie alla sua luminosità e vicinanza combinate, che ci permette di studiarla in dettagli senza precedenti", ha detto in una dichiarazione Martin Cordiner della NASA, che ha guidato il team durante le osservazioni ALMA dall'osservatorio. Tale osservatorio può investigare lunghezze d'onda submillimetriche, non visibili dall'occhio umano, ed è stato possibile catturare il bagliore emesso da una molecola organica chiamata acido cianidrico. I prodotti biologici catturano l'attenzione degli scienziati perché queste molecole incatenate di carbonio sono gli elementi costitutivi della vita sulla Terra.
 
Eccoli dunque i nuovi Magi: osservatori astronomici che seguono comete in cerca di quello che non è il nuovo Natale, ma un vecchio Natale: quello della comparsa della vita sulla Terra.
 
 






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