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Winnie the Pooh e il Bosco dei 100 disturbi mentali

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Winnie the Pooh e il Bosco dei 100 disturbi mentali
Tutti, almeno una volta, hanno conosciuto il simpatico orsetto arancione con i crampetti nel pancino dalla fame. Sicuramente questo personaggio animato, accompagnato dai suoi inseparabili amici, ha fatto divertire tanti bambini con le sue avventure nel fantastico “Bosco dei 100 Acri”.
 
Questi racconti nascono dal genio di A. A. Milne.  (per la sua inquietante biografia, clicca qui).
 
Il nome “Winnie” deriva da quello di un orsacchiotto di pezza di Christopher, figlio di Milne e unico personaggio “umano” dei racconti.
Gli altri pupazzi di Christopher stimolarono la fantasia di Milne e ben presto il mondo di Winnie si popolò di nuovi amici: Ih-Oh, l'asinello, Pimpi, il maialino, Tigro, la tigre saltellante, la mamma-canguro Kanga e il suo piccolo Ro, il coniglio Tappo, il gufo Uffa e l’amico umano Christopher.
 
E se vi dicessimo che questi simpatici animaletti sono degli splendidi esempi di disturbi psicologici?
 
È proprio così: con le loro caratteristiche, i nostri amici cartoon ben si prestano a spiegare alcuni dei disturbi elencati dal DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, redatto dall’Associazione Psichiatrica americana).
Abbiamo deciso di proporveli, cogliendo così l’occasione di approcciarci in modo più leggero ad un tema importante (e molto spesso sottovalutato) quale quello della salute mentale.
 
In questa prima parte analizzeremo tre dei personaggi dei racconti di Milne: Winnie the Pooh, Pimpi e il simpatico tigrotto Tigro.
 
I personaggi

Winnie, il nostro amico orso, è affetto da disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e disordini alimentari che lo hanno portato all’obesità.
 
Lui conta, conta continuamente e, se interrotto, è costretto a ricominciare tutto da capo. “Contare” è un comportamento ritualizzato, tipico di chi soffre di DOC. I comportamenti ritualizzati (o compulsioni) servono a gestire l’ansia derivante da un pensiero ossessivo (e, per questo, pervasivo e percepito come estremamente angosciante), che nel caso del nostro orsetto è raggiungere, ottenere e poter mangiare il miele. Winnie è ossessionato dal miele e, per poterlo arraffare, sarebbe disposto a correre anche dei rischi o fare cose impulsive, come intrufolarsi in un alveare pieno di api. La sua è una sorta di dipendenza che lo porta ad ingerire grosse quantità di questo dolcissimo cibo.
Preso dal senso di colpa, poi, spesso pratica “la ginnastica per la pancia”, senza successo. Questo comportamento di “eliminazione” sembra essere tipico dei soggetti bulimici, che prima mangiano senza freni e poi cercano di correre ai ripari, eliminando il cibo ingerito attraverso il vomito indotto o attraverso un’eccessiva attività fisica.



Secondo il DSM-5, per formulare una diagnosi di DOC devono essere presenti ossessioni e/o compulsioni. Questi devono comportare un concreto dispendio di tempo o causare notevole disagio nel paziente o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. I sintomi non devono poter essere attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o ad altri disturbi mentali.
 
Per la diagnosi di bulimia nervosa, invece, devono alternarsi episodi di abbuffate di cibo oltre la normale soglia e episodi di condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, almeno una volta alla settimana per tre mesi. I livelli di autostima sono, poi, influenzati dalla forma e dal peso del corpo.
 
La bulimia nervosa è inserita nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

 
Pimpi, il maialino fifone, soffre di un disturbo d’ansia generalizzato (GAD), che lo porta a essere sempre preoccupato per qualcosa. Non riesce a gestire e controllare l’ansia, è irrequieto e sempre molto teso. Questo è evidente per il fatto che le sue orecchie si contraggono continuamente!
 
Estremamente insicuro, la sua autostima è ai livelli minimi; talvolta addirittura balbetta.
 
Il DSM-5 definisce il DAG come uno stato di ansia e agitazione eccessive, che l’individuo ha molta difficoltà a controllare. Questa ansia causa notevole disagio nel paziente e compromette il suo normale funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. I sintomi non devono poter essere attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o ad altri disturbi mentali.
Il DAG è inserito nei disturbi d’ansia                                                                                
 
 
Tigro, l’incontenibile tigrotto, soffre di A.D.H.D., cioè Iperattività.
 
Dopo un’eccessiva dose di zuccheri, siamo tutti un po’ Tigro, ma il personaggio della saga, proprio a causa della sua iperattività, incanala perfettamente questo disturbo: non è in grado di stare fermo un attimo, è sempre in continuo movimento e frenesia, sorvola su commenti e discorsi che non gli interessano.

Il DSM-5 definisce il disturbo da deficit di attenzione/iperattività come un pattern persistente di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento nei vari ambiti della vita dell’individuo o lo sviluppo.
Il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività è inserito nei disturbi del neuro sviluppo.






Sembra incredibile come un semplice racconto di fantasia e rivolto ai bambini racchiuda tematiche così complesse,
eppure, proprio perché così immediato, l’uso di personaggi fantastici rappresenta il metodo più semplice per affrontare questi argomenti.
 
Nel prossimo articolo, vi presenteremo gli altri personaggi e i loro disturbi!
 
Stay tuned!
 
 
 
FONTI IMMAGINI:



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