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Zanzare... Croce e delizia

ScienTiamo
Pubblicato da in Zoologia · 26 Maggio 2019
Tags: zanzarescienzacacaobiologia
Piccole, fragili, talvolta difficilmente visibili ma soprattutto molto fastidiose: le zanzare sono molto conosciute da noi abitanti delle zone calde e temperate (ma non solo!) del Pianeta Terra.
 
Pensando alle zanzare ci vengono subito in mente una lunga serie di malattie veicolate da questi esserini (di cui Malaria, Febbre Gialla e virus Zika sono solo alcune). Nel mondo ci sono circa 3500 specie diverse di zanzare, di cui circa 200 pungono l’uomo (di queste, 70 specie sono presenti in Italia), e tra queste bisogna annoverare quelle che fungono da vettore per patologie umane. Le zanzare succhiano il sangue di animali infetti e, incontrando l’uomo, introducono l’agente patogeno nel circolo sanguigno del nostro organismo. Potremmo pertanto pensare che sarebbe vantaggioso eliminare le specie che fungono da vettori: i vantaggi sulla salute e sul tenore di vita della specie umana sarebbero enormi, eppure molti ecologi pensano che i danni all’ecosistema potrebbero essere molteplici.
 
 
Le più fastidiose per l’essere umano sono le femmine di zanzara: mentre i maschi preferiscono svolazzare sui fiori e cibarsi di nettare, le femmine hanno bisogno di lipidi, proteine e altre sostanze nutritive presenti nel sangue dei mammiferi a sangue caldo, per poter produrre e “nutrire” i piccoli nelle uova. Esse riescono a rilevare la presenza di CO2 da 30 metri di distanza, ed è questo che le spinge ad avvicinarsi all’uomo; quest’ultimo, nello specifico, emette anidride carbonica dalla bocca e dal naso durante l’espirazione, atto che induce le zanzare a ronzarci intorno alla testa; il prurito che sentiamo a livello della puntura è dovuta al rilascio di istamina da parte del nostro corpo, in risposta all’anticoagulante presente nella saliva della zanzara.
 
 
 
Dopo una puntura di zanzara risulta difficile riconoscere la loro utilità nell’ecosistema, ma sono comunque indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio naturale. Basti pensare che dettano le vie di passaggio dei caribù in Antartide; sfatiamo un mito: esistono zanzare che abitano le zone più fredde del nostro pianeta, capaci di influenzare così tanto l’ecosistema del posto, che i caribù scelgono i loro percorsi di migrazione proprio deviando i massicci sciami di zanzare che si formano. Inoltre, sono una fonte importante di cibo per molti uccelli migratori, insetti, ragni, rane, lucertole, tartarughe, pipistrelli e pesci che si nutrono giornalmente di questi ditteri; ci sono persino delle specie di zanzara che si cibano di altre zanzare, ma, soprattutto, ci sono alcune specie che fungono da impollinatori: le orchidee vengono impollinate proprio dalle zanzare, così come le piante di cacao. Ebbene sì, le zanzare sono tra i principali insetti impollinatori del nostro amato cacao, e un mondo senza zanzare sarebbe un mondo senza cioccolato (Willy Wonka perdonaci!). Si potrebbe pensare a sistemi di eradicazione delle zanzare, ma dopo questa piccolissima analisi è palese che i danni all’ecosistema sarebbero molteplici: niente più cioccolato, molte meno piante, crollo demografico di tutti gli animali che se ne cibano; in Camargue, ad esempio, l’eliminazione delle zanzare ha portato a una riduzione del 33% delle uova di uccelli che si cibano di questi insetti. Inoltre, molti sistemi di eradicazione (come, ad esempio, l’uso del DDT) potrebbe risultare dannosi anche per altre specie di animali che vivono in quell’ambiente, aumentando i danni all’ecosistema.
 
 
In conclusione, è evidente l’importanza delle zanzare nell’ecosistema, e risulta improbabile (se non proprio impossibile) pensare a sistemi di eradicazione: la cosa migliore da fare, quindi, è armarsi di pazienza e goderci l’estate (ahimè, esami permettendo), senza pensare troppo alle zanzare che possono infastidirci.
 
 
Vi è piaciuto l’argomento trattato questa settimana? Vi aspettiamo nelle prossime settimane con un altro articolo! STAY TUNED!

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